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Bruno Aprile

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Elezioni rubate

La crisi politica attuale è da molti risolubile attraverso il ricorso a nuove elezioni, ma la vera causa della situazione alla quale si è pervenuti è il fatto che si sia ricorsi prima ad un legge elettoraleche, non solo vedremo che è illegale , ma che non è riuscita neppure a realizzare la fedeltà delle coalizioni.

La legge del Ministro Calderoni voleva creare una coalizione vincente e una stabilità dei suoi membri perché debitori, per interesse personale, a chi li aveva messi in lista. Il risultato è stato fallimentare sia con il governo Prodi, sia con quello Berlusconi. Oggi si vorrebbe sanare la situazione usando la stessa legge che ha fallito due volte, che non piace agli elettori, che scoraggia chiunque al voto , che è stata confezionata solo da una maggioranza ,e che è basata su evidenti illegalità.

L’attuale legge elettorale (n.270 del 2005) viola l’art.3 del protocollo addizionale alla Convenzione dei Diritti per l’Uomo, convenzione firmata anche dall’Italia, che contiene l’impegno a garantire la libera espressione dell’opinione popolare sulla scelta del Corpo Legislativo.

L’attuale legge elettorale, negli art.10 e 14 che regolano le modalità d’espressione del voto, non consente il diritto di scelta da parte dell’elettore e quindi, secondo la Convenzione , l’esercizio della  sovranità popolare,infatti ai vari candidati può soltanto conferire la preferenza ad una lista , scelta e confezionata preventivamente, nella quale ciò che conta è l’ordine nel quale sono disposti i candidati.

Questi verranno dunque eletti non in forza del giudizio espresso dagli elettori, ma sulla base del numero d’ordine loro assegnato dai compilatori della lista.

E’ quindi la posizione che determina l’elezione ,e non la libera scelta degli elettori.

Tutto questo viola l’art.1 della Costituzione che individua nel popolo sovrano il soggetto che deve scegliere i suoi rappresentanti legali. Senza questa scelta tutti i rappresentanti eletti in modo diverso, devono considerarsi soggetti illegali.

E’ una spoliazione totale ed assoluta della sovranità popolare sulla quale si fonda  la Repubblica, e l’impossibilità di costruire un Corpo legislativo (deputati + senatori) costituito da persone ritenute meritevoli ed idonee ad assumere il ruolo di rappresentante popolare.

Il concetto di sovranità infatti, non può essere circoscritto ai soli eventuali leaders dei partiti, ma si realizza mediante la piena  attuazione dei concetti base di uno Stato Democratico, ove l’elettore può, senza condizione, esprimere l’adesione o il dissenso sulle persone chiamate ad amministrare e realizzare i programmi enunciati.

 La violazione dunque si estende anche all’art. 10 della Costituzione, oltre al già citato art.3 dei diritti dell’uomo ,in quanto i rappresentanti vengono designati  e non eletti, non sono scelti, non è ammessa su di loro opinione alcuna, e dunque non esiste libertà.

Poiché la comunità internazionale invia osservatori in occasione di consultazioni elettorali in paesi nei quali si teme esistano irregolarità sulla libera espressione del voto, dovrebbe risultare necessario inviare tali osservatori anche in Italia, anche in fase di compilazione delle liste.

Ma la mancanza di libertà si estende in Italia anche nei confronti dell’elettore che intende esprimere il dissenso  e la protesta verso l’attuale legge, in quanto non può adire ad alcuna Autorità,né giudiziaria, né amministrativa, né politica  essendo riservato alle Camere , il giudizio sulla regolarità formale e sostanziale delle consultazioni elettorali.Cioè il Corpo eletto, da controllare, si controlla da sé.

Inoltre poiché il giudizio sulla conformità alla Costituzione di una legge è attribuito alla Corte Costituzionale, il cittadino non può ricorrere per sollecitarne il giudizio ,e ne deriva paradossalmente che l’Organo che custodisce la legalità costituzionale per l’elettore, non è accessibile all’elettore.

Ma tra i requisiti minimi internazionali richiesti per una regolare consultazione elettorale si esige anche la conoscenza , da parte dell’elettore, delle norme contenute nelle legge elettorale, per verificare che il suo voto sia utilizzato nel modo conforme alla sua volontà.Questa conoscenza non è volutamente incoraggiata sia per l’obiettiva difficoltà di comprendere l’italiano usato nel testo, sia perché oggi abbiamo ben cinque diverse leggi elettorali, sia perché anche nell’elezione delle Camere esistono due diverse leggi elettorali.

Oltre a quanto sopra detto , sono state introdotte delle modifiche che hanno ulteriormente peggiorato la vecchia legge elettorale.

Questa consentiva all’elettore di disporre di due schede, una per la quota maggioritaria e una per la quota proporzionale, mentre al Senato disponeva di una sola scheda.

Nella quota maggioritaria, i voti venivano ripartiti in base ai risultati delle coalizioni, mentre nella quota proporzionale i voti venivano assegnati, con modalità diverse, ai partiti che avessero superato la quota di sbarramento al 4%.

Nella nuova legge elettorale, attualmente in vigore, sono stati aboliti i collegi uninominali. Cioè, come già detto, in pratica, l'elettore, anziché votare direttamente su due schede separate il candidato prescelto nel proprio collegio uninominale (parte maggioritaria) e la lista da lui preferita, dalla quale eventualmente scegliere un candidato (parte proporzionale), si limiterà a votare la lista stessa.

 Le liste dei candidati saranno immutabili e le graduatorie indicate direttamente dai partiti stessi, anzi dalle segreterie ,con una sorta di complicatissimo e ignoto sistema di favoritismi.

Inoltre è stato definito un premio di maggioranza, il che vuol dire che viene garantito alla coalizione vincente un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Esteri, sono contemplati a parte, come anche il seggio della Valle d'Aosta.

Per quanto concerne il Senato, tale premio è invece garantito su base regionale, in modo da assicurare alla coalizione vincente, in una determinata regione ,almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati. In Molise, in Valle d'Aosta e all'estero non ci sarà alcun premio di maggioranza al Senato.

Questo significa che, per quanto riguarda la Camera, se un elettore avesse votato per una lista non appartenente alla coalizione vincente, vedrà assegnati i suoi voti a chi non voleva votare, forzosamente.

Nelle ultime elezioni molti comunisti, senza saperlo , hanno votato Berlusconi.

Analogamente, ma in condizioni ancora peggiori, avviene per il Senato, perché una regione che ha un numero di elettori rilevante vedrà annullato il voto, se la coalizione vincente la supererà di pochi voti, e quindi il Senato avrà eletti proporzionali ai vincenti, anche se la somma nazionale dei voti considerati vincenti fosse inferiore a quella dei legittimi voti degli oppositori.

Ma il peggio arriva con l’introduzione delle soglie di sbarramento, perché per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei voti nazionali e, per quanto concerne i partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati, o al 2% se facessero parte di una coalizione.

 Per il riparto dei seggi all'interno di ogni coalizione, vengono contemplati solo i voti di tutti i partiti che abbiano raggiunto tali soglie minime, con l’eccezione del maggior partito anche se non ha superato il 2% dei voti nazionali; al Senato le soglie, da superare a per regione, sono rispettivamente: il 20%, l'8% e il 3%.

Questo vuol dire che cinque partiti, con un seguito del 2%, coalizzandosi ,giusto nel momento delle lezioni per pure ragioni di opportunità, possono avere seggi alla Camera per aver raggiunto il 10%, un partito singolo deve avere un seguito del 4%, e per coalizzarsi almeno il 2%. Ma se il maggior partito della coalizione non ha raggiunto il 2% dei voti nazionali,nel riparto locale, può avere egualmente seggi alla Camera. Scusate se si eccede in semplicità !!

A parte l’evidente complicazione di questa metodologia, questa si presta oltre che a falsare totalmente la volontà dell’elettorato, a coalizioni di comodo, trucchi, e brogli

Tuttavia tutti quei partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento verranno esclusi dalla Camera, ma non saranno esclusi i seggi che complessivamente i loro elettori rappresenterebbero, il che vuol dire che esisteranno seggi assegnati ad altri,magari di tendenze completamente opposte , nonostante gli elettori avessero la volontà di eleggere persone differenti.

La cosa paradossale è che questo meccanismo assurdo viene giustificato con la volontà di assicurare la stabilità di governo al paese.Una stabilità che dovrebbe essere garantita da persone, mai viste e conosciute dagli elettori, eletti in parte dai voti dei loro partiti e in parte dai voti di altri partiti anche avversi, avendo vinto coalizioni di comodo di minuscoli partiti che ,o in seguito scompariranno, o saranno composti da mercenari politici pronti a cambiare posizione, e con sistemi di elezioni politiche diversi tra Camera e Senato, e poi con le eccezioni dei seggi all’estero,con regioni che hanno il premio di maggioranza ed altre no, e con seggi separati delle minoranze linguistiche con sistemi e metodi di ripartizione ancora diversi dagli altri. E tutto questo la chiamerebbero stabilità !!!

Infatti le liste delle minoranze linguistiche riconosciute, coalizzate o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella circoscrizione in cui concorrono. Per il Senato della Repubblica è stato previsto che 6 dei 7 seggi spettanti al Trentino Alto Adige/Sud Tirolo siano assegnati tramite collegi uninominali, quindi collegi nominali che in Italia sono stati aboliti, e in altra parte dell’Italia no.

Un’altra novità è l’identificazione del Capo di una Coalizione come Capo del Governo.

Infatti le coalizioni sono identificate dal nome del loro capo. Il fine della legge è, infatti, quello di aggregare le coalizioni prima del voto, e di indicare al Capo dello Stato la persona da nominare Presidente del Consiglio, assieme alla maggioranza di governo che lo dovrà sostenere. Tutto questo impedisce al Capo dello Stato la scelta del Capo del Governo, e resta allora incomprensibile il giro di consultazioni del Quirinale per designare una persona che, di fatto ,è già designata per legge.

Da quanto sopra è facile concludere che le elezioni in Italia somigliano più ad una farsa che ad una cosa seria ,e che le leggi varate da un Parlamento non rappresentativo, possono essere tranquillamente disattese perché già illegali in partenza.

E’ dunque evidente che l’elettore, non ha alcun interesse a prestarsi a questa commedia, sentendosi poi dire che il suo governo è frutto della volontà del popolo, e non del truccato meccanismo elettorale, e quindi si rifiuti di votare.

Un numero sempre più numeroso di cittadini reagisce in questo modo a questa imposizione, se non altro per salvare la propria dignità, e questa astensione crescente preoccupa sempre di più tutti i partiti, anche se poi nulla fanno per trovare un rimedio democratico. L’astensionismo misura di fatto il livello di distacco tra paese reale e paese politico e distrugge la credibilità di qualsiasi governo in partenza.

Tuttavia l’astensionismo passivo non fa percentuale di media di votanti e inoltre, purtroppo , il nostro sistema di attribuzione legislativo non prevede nessun quorum di partecipazione, a differenza del referendum ove il quorum è del 50% + 1 degli elettori.

Quindi ,anche se paradossalmente votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata una valida espressione della volontà popolare. Una cosa simile è avvenuta nelle ultime elezioni ove il corpo elettorale ha dato un 25% di voti ai vincenti, con una maggioranza di astenuti del 40%.

Quindi un governo che si regge su una minoranza popolare.

Invece le schede bianche e nulle , incidono sulla percentuale dei votanti, ma vengono ripartite, in un unico cumulo da suddividere nel premio di maggioranza, quindi per assurdo ,votando scheda bianca o nulla si favorisce il partito che potrebbe conquistare una maggioranza, naturalmente ….fasulla.

Esiste tuttavia un metodo di astensione,suggerito e applicato anche dal movimento di Beppe Grillo, che garantisce di essere inclusi nella percentuale votante, ma consente di non far attribuire il proprio non-voto a nessun partito.

È infatti facoltà dell'elettore di recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato
elettorale, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, come previsto dal d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 art. 104.

E’ possibile inoltre allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione già pronta nella quale, se vuole, l'elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto

Tale sistema rende non attribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l'attribuzione delle schede contenute nell'urna al momento dell'apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione di seggi; infatti in linea teorica, se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l'attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito, e comunque ,anche se si non si verificasse questo, la quantità di queste astensioni farebbe notizia , con eventuali conseguenze possibili.

Tutto questo va detto solo a titolo informativo per gli elettori che non volessero sottostare alla coercizione dei partiti, interessati del resto solo a conquistare posizioni di potere e relativi finanziamenti.

Questa iniziativa darebbe molta visibilità alla protesta elettorale anche in campo internazionale e certamente creerebbe meno caos di quello che da decenni creano i partiti con il loro comportamento.

Del resto se vietando agli elettori di fare le loro scelte si vuole creare a parte un paese partitico,non ci si dovrebbe meravigliare se la parte del paese esclusa se ne crei uno nuovo. Non vi pare ?

 

PS. Allego alla presente il testo dell’art.104 con il comma 5 relativo sottolineato.

Art. 104

1. Chiunque concorre all'ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 2.000.000. Se il reato è commesso da coloro che appartengono all'Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 4.000.000.
2. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullità delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell'esito delle votazioni è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
3. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell'articolo 68, è punito con la reclusione da tre a sei mesi.
4. Chiunque, appartenendo all'Ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni.
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
6. I rappresentanti delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 2.000.000 a lire 4.000.000.
7. Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un'altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
8. Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.




Source: http://brunoaprile.ucoz.com/
Categoria: Articoli vari | Aggiunto da: BrunoAprile (2010-11-17) | Autore: Bruno E W
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